mercoledì 21 marzo 2012

Introduzione


Questa pagina vuole essere spazio di confronto e condivisione sulle tematiche degli interventi sostenibili sul costruito, in particolare sul retrofit energetico di edifici che segnano dei punti chiave nella storia di centri storici e culturali come Urbino, ma anche nel panorama dell'architettura contemporanea.

Questo è il frutto di una proposta di tesi, che parte da molteplici interessi: certamente quelli legati all'associazione Culturale Ca' Romanino (http://caromanino.altervista.org/) tra i quali incrociamo anche quelli del mio relatore, il prof. Matteo Robiglio del Politecnico di Torino. A questi si aggiungono interessi non apertamente dichiarati ma ben comprensibili a chiunque visiti i collegi, ovvero quelli dell'Università di Urbino e dell'ERSU, che vedono il loro patrimonio dei Collegi degradarsi giorno per giorno e perdere la loro funzionalità intrinseca. 

Da questi presupposti nasce questa Tesi di Laurea Magistrale, per tentare di andare più a fondo al problema della carenza di sostenibilità di progetti tanto ambiziosi e architettonicamente interessanti (ma non solo) e, nelle battute finali, proporre possibili soluzioni al problema. 

Vista del paesaggio urbinate dalla Vela



2 commenti:

  1. sono una studentessa di ingegneria edile di Firenze; ho avuto modo di "visitare" il collegio di Urbino nel 2010; sono rimasta senza parole: il calcestruzzo e il mattone a vista, le tende blu, la distribuzione orizzontale e verticale, e la splendida collina marchigiana rendono mozzafiato salire e scendere, quasi arrampicarsi, dentro una vera opera d'arte.
    spero che il tuo lavoro (per niente facile) possa muovere qualcosa nell'amministrazione locale, per tutelare una labirintica costruzione tutta made in Italy.
    Carolina.

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  2. Sono molto entusiasta del fatto che il tema della valorizzazione di un progetto tanto complesso quanto interessante sia sentito, grazie del commento.
    Trovo che le intuizioni di De Carlo lo rendano un manufatto unico, anche se, a trent'anni dal suo completamento, risulta essere un complesso altamente energivoro. La sfida sarà proprio quella di lavorare sul tema della conservazione, e del contenimento delle risorse. Speriamo effettivamente che qualche spunto utile (che spero ne deriverà) possa essere accolto dall'amministrazione locale.

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